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a cura di Dufour


Grecia 2007 - Parte Seconda


Ci eravamo lasciati a Monopoli dove eravamo in attesa che si calmasse il nw che nel pomeriggio ha raggiunto un rispettabile forza 8. Le tappe Monopoli-Brindisi e Brindisi-Otranto le abbiamo fatte con un magnifico nw 3/4


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La LNI di Brindisi ci ha ospitato gratis con tutti i servizi, con il nostro che gentilissimo, avvisato via vhf, ci aspettava sul pontile per aiutarci. Contrariamente quella di Otranto, tanto per cambiare non ha mai risposto, ed il nostromo che abbiamo trovato sul pontile ci ha cacciato in malo modo affermando che non c'era posto, ma non era vero almeno per quello che vedavamo e vista anche l'ora tarda, spedendoci in bocca alla cooperativa (rossa??) ormeggiatori dove ci hanno pelato 18€ senza alcun servizio.
Attraversiamo il canale d'Otranto a motore senza un alito di vento e con una fastidiosissima onda morta al traverso, arriviamo a Kassiopi (isola di Corfù) il pomeriggio del 15 luglio e ci ormeggiamo all'interno del frangiflutti, primi della fila


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Kassiopi da zona vietata qualche anno fà è diventata una meta turistica molto fraquentata dal turismo mordi e fuggi inglese/italiano/tedesco e la moltitudine di ristoranti, assolutamente in quantità spropositata rispetto alle dimensioni del paese, si è adeguta al gusto centro-europeo sia per quanto riguarda l'ambientazione sia per il menù (a parte l'ognipresente musaka). Non ci diamo per vinti, è nostra abitudine la prima sera appena arrivati in un paese straniero uscire a cena; cammina cammina imbocchiamo la strada che porta dalla direzione opposta a quella della città di Corfù ed alla fine del paese, guidati dall'invitante odore di carne alla brace, troviamo l'ultima trattoria greca sopravissuta. Pochi tavolini sgangherrati sotto una pergola di vite, tanti gatti, gente del posto a cena con famiglia, la padrona che cucina e ti serve in tavola. In poche parole agnello, salsicce e maiale alla brace, tanti contorni in tutto 20€ in due, meglio di così!
Il giorno dopo decidiamo di fare i turisti, noleggiata una macchina vogliamo fare il giro dell'isola che non conosciamo a parte le coste.


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Sbagliato!! Troppo traffico, troppa gente, troppo caldo; insomma non è stata una gita ma un inferno!
Lasciamo Kassiopi il giorno seguente, non cè vento poco male verrà più tardi come al solito, pensiamo, intanto approfittiamo per andare al Marina Guvia per il pieno di carburante. Nulla da fare, di vento neanche l'ombra girovaghiamo svogliatamente a motore lungo il canale tra Corfù e l'Albania, non vogliamo fare tanta strada e crchiamo un posto dove stare per la notte. Di Corfù citta neanche a parlarne; puzza, rollio continuo, casino, ecc. Ci sarebbe Murtos, sulla costa, ma neanche li si stà tranquilli: alla banchina del paese è pericoloso, i traghetti ad alta velocità che passano la davanti creano un moto ondoso che spesso ha causato danni alle barche all'ormeggio. Ci sarebbero le baie la attorno, ma con tutti gli alberghi con relativa discoteca che hanno costruito....! Per non fare troppa strada non rimane che Plataria, non ci sono mai stato, è un po' fuori rotta, dentro un "fiordo" profondo. Legggo sul portolano che hanno fatto un molo nuovo a chiudere il vecchio piccolo porticiolo. OK, deciso si va a Plataria. Arriviamo e sorpresa troviamo un bel porto, nuovo, con acqua e corrente, lampioni che funzionano, comodi anelli d'ormeggio...ma nessun addetto! Ognuno ormeggia come vuole, il problema sarà portare le cime a terra, siamo solo in due, se Nirvana stà all'ancora chi mi prende le cime a terra? Nessun problema, in tutti i porti in cui siamo stati i "colleghi" ormeggiati qualunque cosa stiano facendo, mangiare compreso, mollano tutto e vengono in più di uno ad aiutarti. Così è stato, in 5 minuti tutto fatto


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Alla sera arriva l'incaricata del Comune ad incassare: ben 3€ per l'ormeggio, 3€ per la corrente elettrica e se volevamo fare il pieno d'acqua ulteriori 3€. Pagato volentieri la "grossa" cifra andiamo a cena assieme ad altri due equipaggi di triestini che conoscevo da molto tempo e incontrati lì dopo qusi 20 anni che non ci si vedeva!! Casi della vita! Usciamo dal paese a piedi diretti ad un ristorante greco per greci, anche se non ancora tanto toccato dal turismo il posto ne stà già assumendo le caratteristiche tipiche, peccato, vedremo tra qualche hanno. Cena a base di capretto allo spiedo e poichè si paga a kg cosumato, nel piatto, assieme alla carne, c'è un biglietto con su scritto il peso; ci portano anche un'infinità di piatti "accessori" di contorni, alla fine 12€ a testa.
Il giorno dopo rimaniamo fermi, al mattino è arrivato un pechereccio sul molo e, assieme a tutto il paese, abbiamo comperato il pesce. Assieme agli amici ritrovati abbiamo deciso per la sera cena sul molo con antipasto di ricci.
19 luglio, da Plataria, sempre senza vento, andiamo a Laka (isola di Paxos) ormeggio alla ruota in baia. Quindici anni fa ad agosto c'erano si e no 4 barche oggi saranno non meno di 50! Sigh! il fondo, che una volta si vedeva perfettamente, oggi appena si intravede, non c'è più traccia di vegetazione tutta strappata da ancore e catene; solo sabbia, bottiglie, tappi lattine, ecc. Che tristezza! Passiamo li la giornata, qualche tuffo attenti alle moto d'acqua ed ai barchini che sfrecciano velocissimi tra le barche, e qualche riposino "cullati" dalle onde provocate dai barconi che portano i turisti in gita giornaliera. Tardo pomeriggio inermezzo sexy: arriva un motoscafo sui 12 mt butta l'ancora ed emergono 3 f...e con costumi ultra mini che vengono ripetutamente fotografate in pose ed attegiamenti.......particolari, nulla di porno ma mancava poco. Il tutto dura un'ora poi gran rombare di motore e via a tutta manetta tra le barche.
20 luglio, finalmente il vento, arriviamo a Preveza dopo una giornata di tutta vela. Preveza è sulla costa all'ingresso N di un grande bacino naturale che però non offre al suo interno alcun interesse turistico, l'acqua e sporca ed i paesini che vi si affacciano sono assolutamente insignificati. Il paese in se stesso vale una sosta, non ci sono problemi di ormeggio: c'è la lunga e pressochè deserta banchina comunale lungo il lungomare pedonale in pieno centro dove ci sono tutti i caffè ed i ristoranti "in", poi c'è il marina tra la periferia del paese ed il porto commerciale, costruito con i soldi della CEE ed abbandonato a se stesso (ti ormeggi dove vuoi senza alcun controllo), se non baste se di fronte al paese, dall'altro lato del canale, ci sono ben 3 marina privati dove eventualmente lasciare la barca alata per l'inverno. Preveza è famosa per la flotta peschereccia, praticamente nulla in confronto alle nostre, e per le magnifiche sarde alla brace che fanno tutti i ristorantini dislocati nelle viuzze pedonali alle spalle del lungomare. Ovviamente alla sera cena a base di sarde e vino cattivissimo.


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suonatore di carillon a Preveza


Il giorno dopo, approfittando di un bel maestralino navighiamo a 4/5 n in direzione dello stretto di Lefkas, il ponte girevole apre alle 00 di ogni ora e c'è sempre un bel casino di traffico


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Ingresso N del canale



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il ponte stradale girevole


passiamo alle 11, giusto il tempo di fare tutto il canale e superato l'ingresso sud ci dirigiamo in una baia subito ad est per il bagnetto ed il pranzo. Siamo finalmente soli a fare tutto il casino che vogliamo. Dopo il pranzo ci dirigiamo verso Porto Athena sull'isola di Meganisi, una bella baia con varie possibilità d'ancoraggio. Mi diverto a lottare tutto il pomeriggio con le ariette termiche incrociando piu volte decine di barche charter, ingaggiandoci a vicenda. Il tratto di mare racchiuso tra la terraferma, l'isola di Lefkas e l'isola di Meganisi, con quasi al centro l'isola di Skorpio (quella di Onassis) è tra i preferiti dai diportisti, charteristi e non, per le innumerevoli possibilità d'ormeggio, la quasi totale assenza di onda anche con il vento forte; in pratica un laghetto


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Alla sera ancoraggio in baia con cima a terra.



Fine seconda puntata




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