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a cura di Dufour


Grecia 2007 - Parte Terza


Lasciata Meganisi dirigiamo, ancora una volta a motore,verso Ithaca. Speriamo sempre che il vento finalmente arrivi, nulla da fare! Nell'attesa giretti esplorativi, bagnetti, ecc., sconsolati si va a motore fino a porto Vathi. Rinunciamo di ormeggiare nella ressa in banchina e optiamo per il piu confortovole, anche se un po distante dal "centro", moletto posto immediatamente a sx dell'ingresso della baia di Vathi; acqua pulita per il bagnetto, poche barche, assenza quasi totale di auto. Alla sera cena nel piu classico dei ristorati greci: arredamento bianco e blù e " piedi in acqua la passaggio della piu piccola delle barche.


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Finalmente il vento!! Era ora!! Non è molto ma visto i giorni precedenti!! Accompagnati da un nw 2/3 raggiungiamo Zante, abbiamo bisogno di gasolio e di acqua, pertanto decidiamo di di andare a Zante città. Ormeggiamo dove indicato dall'addetto e poi faccio la cazzata: finito l'ormeggio questo personaggio (l'addetto agli ormeggi), che si presenta in abiti borghesi ma con tanto di targhetta di riconoscimento appuntata sulla camicia, mi chiede i documenti della barca. Io, come un cretino, abituato alla Croazia dove li chiedono inogni porto, glieli dò tranquillamete. Questi mi chiede se l'ora della mia partenza per dell'indomani è dopo le 9, alla mia risposta affermativa mi garantisce la sua presena per le 9 del giorno dopo. Così lo vedo fare anche su altre barche che arrivano succesivamente. L'indomani il tizio puntualmente si presenta alle 9 con il suo bel pacco di documenti delle barche, mi porge il mio accompagnato da un documento di 4 pagine, in greco ed inglese, emesso dalla locale Capitaneria ed una serie di ricevute per un totale di 100 € !!! Chiedo spiegazioni, inutile, improvvisamente il tizio parla solo greco ed è spaleggiato da altri 2 figuri. Cerco una soluzione; hanno i miei documenti che non mollano se non pago. Telefono all'abasciata italiana di Atene, chi mi risponde afferma che non sa assolutamente di cosa io stia parlando, che non c'è bisogno di alcun documento aggiuntivo, oltre ai nostri, per navigare in Grecia e che è la prima volta che sentono una cosa del genere. Non può aiutarmi subito perchè non hanno alcun rappresentante sull'isola e mi propone due soluzioni: a)inviare all'abasciata un fax dei documenti fatti dalla Capitaneria e attendere (per quanto ?) non si sa bene cosa, b)pagare e poi al ritorno a casa fare un "ricorso" per vie ufficiali. Pago e con il tutto vado in Capitaneria; pretendo ed ottengo di parlare con il comandante il quale mi riceve con altri 3 ufficiali, in inglese non c'è dialogo; richiedo formalmente un interprete italiano, che arriva in 5 minuti. Dal colloquio emerge che: a)il documento da loro rilasciato è obbligatorio in Grecia, b)lo devo presentare di mia iniziativa in tutti i porti della Grecia dove farò sosta, c)devo avvisare le locali Capitanerie del mio arrivo e della mia partenza, d) che i documenti greci per circolare in Grecia costano 45€ e che io ho pagato 100€ solamente perchè invece di venire personalmente in Capitaneria a farli, ho incaricato un'agenzia specializzata per il disbrigo di tali pratiche. Alle mie ovvie contestazioni in punto alla libera circolazione delle persone e delle cose in ambito UE, di cui il trattato di Schengen, la risposta è stata che lui di Schengen non li può fregare di meno e che la UE se la sbatte tra i c......i. In quanto al tizio che in porto carpisce i documenti con l'inganno, non è un dipendente della Capitaneria e se ne frega. Minaccio una denuncia a Strasburgo, alzata inequivocabile di spalle; non c'è nulla da fare! Per finire la giornata di m...a motore fino a Katakolon (costa ovest Peloponeso), giganteso porto nel nulla, edificato con i soldi della CEE, da un lato come un Marina, ma è abbandonato a se stesso, dall'altro lato un enorme molo per ricevere anche le più grandi navi da crociera che sbarcano quotidianamente turisti diretti al sito archeologico di Olimpia.


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25 luglio, finalmente il vento che ci dovrebbe essere sempre; un bel nw 4/5, tutta vela fino a Pilos, baia di Navarrino, solo genoa 6/7 n costanti


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ormeggio al Marina, non gestito, di Pilos e alla sera cena con un tonnetto pescato alla traina


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il giorno dopo sosta forzata a Pilos; Nirvana è scivolata sulla scaletta risalendo in barca ed ha battuto violentemente con il fianco. Male boia, visita al P.S., veloci, efficenti e gentili, perdiamo 1/2 ora in tutto. Costola incrinata, nulla di grave per fortuna, antidolorifici e riposo (in barca a vela in due ?? ).
27 luglio, ancora una volta a motore arriviamo nella sempre stupenda baia di Methoni, sul capo la fortezza veneziana e la torre turca, ancoraggio alla ruota di fronte alla spiaggia in 3/4 mt d'acqua stupenda


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cena in trattoria sulla spiaggia


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il giorno dopo il vento è poco, decidiamo di fare poca strada, Koroni ci sembra un buon posto, in banchina non c'è fondo ma la rada è protetta e ci ancoriamo alla ruota facendo attenzione ai grossi massi sul fondo dove ci si potrebbe rimettere l'ancora. Anche qui sul promontorio c'è la solita fortezza veneziana, più brutta e diroccata di quella di Methoni però con una particolarità molto interessante; all'interno ci sono decine di cappelle e monasteri ortodossi, compreso un "convento" ed il relativo cimitero. La notte in rada si stà bene, al mattino dobbiamo scappare: le fogne del paese scaricano direttamente in mare ed al mattino tutti si svegliano pressapoco alla stessa ora e alla stessa ora................che afrore!!!


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Dirigiamo a Kalamata, sempre a motore, cittadina insulsa e senza alcuna atrattiva, ripartiamo cercando un posto dove fermarsi e spezzare in 2 giorni la discesa della penisola del Mani (quella centrale del Peloponeso), entriamo in baia a Porto Lemini ed in fondo a sx c'è un moletto con profondità piu che adeguate completamente libero. Per gli amanti del genere il posto è decisamente "figo" acqua splendida, quasi nessuno, 1 trattoria, zero traffico di auto.


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al mattino i nostri vicini francesi prendono il bollettino in internet e ci dicono che per la notte successiva è previsto nw 7. Partiamo per fare Capo Grosso e risalire la costa O della penisola del Mani. Partiamo a motore come al solito ma poco prima di raggiungere Capo Grosso finalmente arriva un fresco nw


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che rinforza di colpo, appena girato il capo, a 20n di apparente di bolina larga. Iniziamo appena a godeci la veleggiata che SBANGH!!
Drizza del genoa in bando e genoa in acqua completamente sfilato dalla canaletta; cerco di tenere la barca con la sola randa e per non far scarocciare la barca sopra il genoa (sai che casini con il mare che montava ed il vento pure) mi metto in poggia, inserisco Ugo (il pilota automatico) e lentamente tiriamo in barca il genoa, la barca di sola randa fila a piu di 7n è una faticaccia ma ci riusciamo senza problemi. Alla sera, ormeggiati in porto a Githion, Nirvana (santa donna) sale in testa d'albero a recuperare la drizza, del gambetto neanche l'ombra!


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Alla sera la santa chiede di andare a mangiare il pesce al ristorate, non posso rifiutare siamo in uno dei pochi porti pescherecci della Grecia e poi è salita in testa d'albero.
Il giorno dopo vento da S, sarebbe direttamente sul naso, troppe miglia da fare; si resta fermi, siamo ormeggiati "all'inglese" con acqua e corrente, tutto gratis.
2 agosto, previsioni di nw 5/6, partiamo contenti, finalmente si và a vela con andatura confortevole e tanto vento. Merde (alla francese) dopo 2 ore di motore si alza si un 5/6 ma da E, vista la nostra rotta un traverso/bolina larga che per fortuna nel corso della mattinata gira verso N; una mano e genoa a 1/2 (sono un c.....e ho la trinchettina in gavone ancora da armare). Alle 13,30 arriviamo in baia a Elafonisi, praticamente i Caraibi, abbiamo fatto una media di quasi 8 n


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il giorno dopo decidiamo di stare fermi a fare i bagnetti e cazzeggiare sulla spiaggia, così facciamo solo che a metà pomeriggio inizia a soffiare il sw che si infila direttamente in baia, nulla di grave solo che con il passare delle ore aumenta in modo considerevole il moto ondoso e fra rollii e beccheggi alle 11 della sera non ne possiamo più e, considerate le condizioni favorevoli, lasciamo l'ancoraggio per fare Capo Maleas, il Capo Horn del mediterraneo. Pochissimo vento, avanzo a motore vicino a costa per evitare pescherecci a strascico, traghetti a 30n e navi varie. Alle 5 del mattino arriviamo Monemvasia, e buio non entro in porto mi ancoro in rada. Alle 9 del mattino si libera un posto in porto e ci ormeggiamo. Riposino poi in visita alla cittadina fortificata di Monemvasia


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Fine terza parte




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