inviato da Paddy
1-2-3 maggio 2008
Piccoli velisti crescono
L'equipaggio conta 70 anni in 4 non fosse che uno
da solo ne ha 40 non
ci sarebbe nulla di strano.
L'idea è di lasciare che i ragazzi (10 anni) si gestiscano da soli
l'intera avventura solo con la mia supervisione.
1 maggio 2008 - 10 miglia
Prepariamo la barca per la crociera di 3 giorni che ci attende, carichiamo
le sacche e le poche vettovaglia, mangeremo più possibile a terra per non
saturare, in poco tempo siamo pronti per mollare gli ormeggi. Il programma
prevede un'uscita pomeridiana per vedere insieme cos'è una barca a vela, come
funziona e quali sono le manovre principali. Drizze, scotte, vele, armo,
disposizione dell'attrezzatura; ho tralasciato volutamente qualsiasi
spiegazione tecnica o fisica limitandomi a concetti basilari sufficienti
alle manovre. L'obiettivo prefissato, oltre al divertimento, è più il fare e non
tanto il perché. Un breve bordo di bolina verso Arona e i ragazzi si dimostrano
subito reattivi e capaci di comprendere l'andatura, il sopravvento e
il sottovento, orzare e poggiare e la regolazione grossolana delle vele. Giunti
ad Arona poggiamo e issiamo il gennaker per provare anche il brivido di
questa vela molto più grande e "pericolosa", qualche strambata e purtroppo la
tramontana ci lascia, puntiamo a motore verso il Ticino per andare a vedere le
anatre che iniziano a nidificare tra le canne. Sperando nel contempo
nell'inverna del pomeriggio per isalire.
Niente vento purtroppo, ma forse è meglio così
dopo qualche ora i ragazzi cominciano a dare segni di insofferenza con i
soliti segnali "posso andare a prua, posso mettere i piedi in acqua, posso
giocare con il nintendo, ...". Risaliamo quindi, con la promessa un bel
gelato, esplorando la costa canneti insenatura, sfioriamo alcune sassaie dove
nidificano i pesci, entriamo nella vecchia darsena idrovolanti. Fino a ritornare
al nostro porticciolo dove con qualche difficoltà nei parlati riusciamo anche a
rimettere i parabordi ed entrare nel posto assegnato senza grandi difficoltà.
Gelato, gioco in spiaggia, cena, pianificazione
dell'itinerario del
giorno dopo e nanna presto.

2 maggio 2008 - 22 miglia
Partiti ore 8 da Lisanza, l'equipaggio si alterna al timone e alle
manovre. Poco dopo Angera si alza la Tramontana e issiamo le vele
procedendo di bolina verso Solcio prima e verso Ispra poi. Qui il
vento diminuisce e con lui anche il tempo a disposizione, diamo quindi
motore e ci dirigiamo verso le Isole Borromee e poi per Feriolo prima
tappa della Crociera. Alle 12 siamo ormeggiati in transito e poco dopo
con le gambe sotto il tavolo per la pappa.
Due passi sul lungo lago dopo pranzo per sgranchirsi, interrotti però
quasi subito dall'Inverna che inizia a soffiare debole ma costante.
Risaliamo in barca, tutti ai propri posti per il disormeggio, usciamo
sfruttando la spinta del vento che con il fiocco a collo ci allontana
dal pontile e partiamo, issando prontamente la randa, con un lungo
bordo verso Verbania che dobbiamo doppiare per raggiungere Laveno dove
abbiamo prenotato per la notte.
Il vento sale i ragazzi si divertono, io un po' meno sento
l'apprensione della responsabilità. Mi lego. 15 nodi di apparente
procediamo a 4 nodi e mezzo tutti in falchetta con Chiara che timona
alla grande.
Prima raffica oltre 17 il wind suona, portiamo la prua al vento,
Valeria riesce a ridurre la randa e ripartiamo. Mi metto alla scotta,
troppo dura per loro adesso, per seguire le raffiche che sempre più
spesso fanno suonare il wind fino a che non decido, nonostante il
divertimento dei ragazzi, di togliere la randa (una mano sola è troppo
poca e non ne ho altre) per procedere con il solo fiocco.
Non stringiamo più come prima, ma la prua ormai punta oltre Verbania e
possiamo procedere di bolina larga spesso oltre i 3 nodi con gli
spruzzi che ogni tanto ci bagnano. Merenda, apro il tavolino in
quadrato e i ragazzi si preparano una colossale abbuffata di schifezze
(anche la cambusa è opera loro). Rimango solo in pozzetto e subito mi
sento più tranquillo, isso la randa prima ridotta e poi piena e mi
godo queste ultime 2 ore con Vikolocorto che corre sulle onde. Fino al
ridosso di Cerro dove chiamo l'equipaggio per la manovra, ammainiamo
le vele e entriamo nel porticciolo di Laveno, manovra parabordi più
lesta questa volta, qualche problema permane con le gasse delle cime
di ormeggio, arriviamo comunque al posto indicatoci con tutto
l'equipaggio pronto all'ormeggio.
Sosta alla direzione, bagno e via per la seconda merenda del
pomeriggio. Gelatone sul lungolago.
Torniamo in barca per preparare le cuccette, rivedere sulla carta il
percorso e stabilire quello del giorno dopo.
Verso le 20 ritorniamo in paese per la cena (una precisazione:
nonostante volessero rimanere a mangiare in barca ho preferito impormi
sia per la necessità di farli camminare sia per la mia salute mentale).
Pizza, per me, cofana di patatine fritte per loro. alle 22 siamo già a
nanna.


3 maggio 2008 - 11 miglia
Ci attende il lungo ritorno, da fare entro le 13 ora in cui i genitori
ci aspettano a Lisanza, Sveglia alle 7 quindi, abluzioni ai bagni del
porto, colazione con cioccolata e succhi e molliamo gli ormeggi. I
parabordi svaniscono in un attimo, le cime di ormeggio sono addugliate
sulle draglie ad asciugare, tutti hanno già indosso le felpe e le
giacche a vento, memori del freddo della mattina prima, le borse ben
chiuse sulle cuccette. Un equipaggio preparatissimo ormai.
Usciamo dal molo studiando le luci di ingresso per un futuro
atterraggio, e mentre sto al timone i ragazzi aprono la carta per
indicarmi la direzione da prendere e calcolare il tempo stimato per
l'arrivo.
Il vento è da nord sui 10 nodi apriamo le ali e iniziamo la discesa
tutti concentrati sulle manovre, io ormai inutile rimango a poppa ben
legato. Dopo una mezz'ora propongo di issare anche il gennaker, Edo
scende a prenderlo mentre le ragazze liberano le scotte e
predispongono base e drizza tirandole in pozzetto. Prima issata con
mura al posto della scotta, seconda perfetta. Scendiamo bordeggiando
con il vento il giardinetto il gps comincia a salire sopra i 4 nodi,
in alcuni momenti anche sopra i 5, massima velocità 5.6 i ragazzi si
diverto io, come al solito, un po' meno. 15 nodi di apparente in poppa
per 3 ragazzini su un viko sono un po' troppi, discretamente mi porto
in prossimità della drizza del gennaker e ivi mi installo con una mano
sullo stopper.
Andrà tutto bene, con una volata memorabile arriviamo fino a Ranco
dove il vento come al solito ci lascia tanto repentinamente da
incollare il gennaker sulle crociette.
Motore e, visto che siamo in anticipo, si va a caccia di onde. I
ragazzi si installano a prua e io provvedo ad infradiciarli ben bene.
Alle 13, puntualissimi, ormeggiamo a Lisanza. Le sacche già pronte
vengono trasportate alle auto, la barca viene chiusa e lavata e noi ci
sdraiamo stanchi e felici sul prato ad aspettare le mamme e i papà,
loro sono in ritardo.









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