Quattro
svitati sul Viko
Venerdì 27 aprile, la
vigilia del gran giorno. Deciso, si fa, si preparano le sacche, la cambusa, i
suppellettili e per completare l'opera il nostro comandante si aggiudica,
superando un periglioso esame, l'abilitazione a far il lago per il lungo!!!
Tutto è perfetto, nulla ci potrà più ostacolare.
Sabato 28 aprile, è
l'alba del gran giorno, incontriamo il primo ostacolo, l'equipaggio minaccia
l'ammutinamento scontento per il piano della vacanza (Valeria non ne vuol sapere
di fare 4 giorni sul natante). Democraticamente il comandante ed io (armatore)
prendiamo in esame le argomentazioni degli ammutinati e dopo lunga ed attenta
disamina optiamo per fregarcene totalmente, minacciando il recesso
dall'abbonamento SKY in caso di ulteriori recriminazioni. Tutti d'accordo e
felici (chi più e chi meno) partiamo alla volta del porto d'imbarco.
Ore 11 siamo sul pontile, carichiamo le 8 tonnellate di mercanzia varia sulla
barca e stremati ripariamo alla ormai ben nota locanda per un pasto ristoratore
insieme ad alcuni amici (Massimo e Claudia) giunti all'uopo per sventolare i
loro fazzolettini.
Dopo giusto ristoro, verso le 15 invogliati da una dolce brezza, ci stacchiamo
dal pontile alla volta di Monvalle.
Giornata fantastica!!!!! Con un nobile spiegamento di vele su cui spicca
imponente ed azzurra Jenny, un sole stupendo (c'ho 'na tintarella da far
invidia), l'equipaggio ormai tranquillo e collaborativo filiamo via che è un
piacere!!!!!
Il comandante, avvezzo a far da solo, si smazza tutti i problemi della
navigazione, la Vale se ne va a prua a prender il sole e La Belva incomincia a
saltellar a destra e a manca, così, tanto per tenermi sveglia incomincia a
sparar a raffica richieste, lei non ha la modalità colpo singolo, no, solo a
raffiche di 5-10 richieste alla volta, sa mai che riesca a starle dietro!!!!
Così si attacca con ...."ho fame, ho sete, ho sonno, mi fa mal la testa, mi
scappa la pipì, voglio scendere, voglio salire, papà posso guidare, mi dai una
corda per giocare, ho caldo, ho freddo...............voglio andar a prua dalla
Vale!" Aaaaaaaaaaargh!!!!!!!!! Eccola lì la richiesta da panico. Allora dai,
dillo, vuoi piantare il primo chiodo nella mia bara!!!!!!!!!
Non è che io sia una mamma particolarmente ansiosa, ma siccome non è che sappia
nuotare proprio bene bene bene, il connubio bimba piccola-barca-lago profondo
con acqua fredda, mi mette un filo di ansia. Accidenti, partiti da 30 minuti e
sono già all'aceto.
Ma ecco che il Paddy, in questo guazzabuglio, con calma serafica mi da il
giubbotto salvamostro e mi dice "Tranquilla, mettile questo e lasciala andare".
"MA SEI FUORIIII??????"
Faccio un po' di resistenza e poi cedo, non poco in ansia, la includo nel
giubbotto e partiamo alla volta della prua, con lei che saltella felice ed io
che la tengo per la maniglia. Incredibile, l'esperienza la appaga, si siede
tranquilla e ce ne stiamo belle placide per un paio d'ore la davanti tutte e tre
a cantare le canzoni dell'asilo e sparare col cannone da 12 libre ai
"motoschifiù2 che ci fanno le onde. Unico momento di agitazione: vola via il
cappellino di Winnie the Pooh. Che tristezza, ci piaceva tanto!!!!
E Paddy???? Paddy timona, lì tutto solo in pozzetto, ma secondo me ci si sta
divertendo non poco anche lui!!!!
Intanto Jenny, sapientemente condotta dal nocchiere ci trascina in un attimo fin
in quel di Monvalle, dove ritroviamo i nostri amici che lasciati sul pontile a
Lisanza, in quell'attimo di tempo si sono visitati il museo dei trasporti
(splendido per altro) e ci hanno preceduto a destinazione.
Caspita! Sono già le 18. Il sole è ancora alto, quindi, dopo una manovra
d'ormeggio a dir poco perfetta, noi signore e signorine saltiamo a terra e
andiamo a sgranchirci le gambe, mentre lo steward di bordo appronta per la sosta
e la notte.
Questioni burocratiche non ci consentono di cenare presso la club house di
Monvalle, così il buon Luciano ci invita a cena da lui in quel di Travedona
Monate. Prima delle 19.30, ora in cui il nostro ospite ci dovrebbe prelevare (ma
essendo fidanzato di Paola e da lei influenzato in materia di orari, non sarà
possibile), per un giro di telefonate con amici che sapevamo essere al lago per
quel ponte, la compagnia lievita (ci raggiungono Voom e............ oh mio Dio
non me lo ricordo!!!!! Perdonami!) ed alla fine l'allegra brigata è di 10
persone, ciascuno col suo contributo alla cena ed un buon motivo per far
baldoria!!!! In un attimo si fa mezzanotte e alla poco velata richiesta di Elisa
di andare a dormire, la compagnia si saluta. Massimo e Claudia ritorneranno a
casa (sono ahimè senza natante), mentre con gli altri l'appuntamento è per il
giorno dopo, a una cert'ora, da qualche parte. Evviva i cellulari!!! Inutile
dirlo, il sonno arriva all'istante e 10 minuti dopo esser saliti in barca
dormiamo cullati dal silenzio e dal pigro respiro delle nere acque del lago.
Paraparaparapà
paraparaparapà, svegliaaaaaaaaa!!!! 29 aprile, eccoci! Miiiiiii sono le 9 e
mezzo!!!! Il sole è già alto, ma l'aria frizzante. Ci alziamo, ma Paola e
Luciano sono arrivati??? Noooo! Ok, facciamo colazione. Eccoli, presto che si
va. Seeeeeeeeee. Facciamo n tempo a far la doccia in 3, risaliamo in barca, ci
prepariamo e molliamo gli ormeggi in contemporanea. Mi sa che oggi il vento non
ci assiste un gran che, pazienza, si fa quel che si può.
Eccoci lì tutti belli felici e raggianti che navighiamo per lo più a motore, che
di vento se ne parla ben poco, a caccia dei regatanti partiti proprio quella
mattina da Laveno????? (sono una bestia coi nomi) per vedere come se la cavano
Oplà e Mave che sappiamo parteciparvi. Li troviamo infatti puntuali nei pressi
di una boa (non saprei quale, ma temo ce ne fossero diverse) che ciondolano
tristi ed accaldati senza neppure una bava d'aria. Peccato!!!! Saluti e
divertitevi e viaaaaa che si riparte (sempre a motore). Programmiamo una sosta
pappa per l'appetitosissssssssima insalata di pasta preparata da Paola, ma il
vento, rispettando la legge di Murphy, si presenta puntuale al momento del
pranzo e, che vuoi fare, lasciartelo scappare?????? Non sia mai!!!! Quindi,
inghiotto a vuoto sognando la pasta e scendo in cambusa per vedere che si può
metter sotto ai denti. Fortuna che abbiamo sempre paura di morir di fame e ci
portiamo un mucchio di roba!!!!!
Salvati da Simmenthal, Tulip, pancarrè e prosciutto, ci godiamo quel po'
d'arietta che la giornata ci regala. Sentiamo anche Voom, che è a zonzo per il
lago e ci diamo un puntello per la sera.
Primo pomeriggio, ci accorgiamo che il livello del reattore delle bambine è
giunto alla soglia critica, occorre un arresto d'emergenza. Sono circa le 15,
siamo in giro dalle 10. Può bastare. Volgiamo la prua a terra; si dice che a
Pallanza vi siano dei pontili a cui si può ormaggiare. Palle! A Pallanza non c'è
niente. Insomma, gira che ti rigira finiamo a Feriolo, stupendo paesino (già
meta di un Pic-nic lo scorso anno), dove ci sono dei bei pontili nuovi, quasi
tutti vuoti. Strano!!!!
Taaaaaac! Ormeggiamo in scioltezza, le bimbe schizzano giù dalla barca e filiamo
dritte dritte a farci un mega gelato al baretto sul porto (il Paddy giace
sfinito in pozzetto), dove per altro chiedo se sia possibile ormeggiare
liberamente o con chi eventualmente bisogna parlare. Viene interpellato il Sig.
Giuseppe saggio anziano della comunità, che dice non esserci problema, "tanto
mica ci passate la notte" e io dico, "ma in effetti ce la passeremmo eccome".
"Ah ah ah ah ah".
Capirò più tardi il motivo di tanta ilarità. Porto un birra ghiacciata al
marinaio, che nel frattempo s'è gettato nel lago (non per la disperazione ma per
rinfrescarsi), acchiappo telini da spiaggia, libro (per sedercisi sopra, non
crederete che riesca a leggere con i due mostri in giro) e vado con Vale e Sisa
a giocare sulla spiaggia. "Mi raccomando ci si bagna fino alle caviglie!!!" Si!
E dico 1 e dico 2 e dico......... Vale non andar sotto in apnea e non affogar la
Sisa!!!
Pazienza, fatto il bagno si asciugheranno al sole, rimaniamo ancora un po' lì a
giocare, ma ecco che arrivano Paola e Luciano, traac ormeggiano pure loro. Dopo
neanche un'ora arrivano anche Voom e ............ :-) (non me ne volere), che
essendosi fatti (da soli per altro) una cattiva pubblicità sulle loro capacità
di manovra, tirano fuori da tutti noi l'animo dell'ormeggiatore e si ritrovano
quindi con quattro personaggi più o meno capaci a tentare d'aiutarli. Alla fine,
con tutte le barche saldamente fissate al pontile, ci facciamo due passi per il
paese ed un meritatissimo aperitivo. Ma non finisce qui. Il cielo si rannuvola e
quando, tutti a bordo del Trombo, finalmente ceniamo, comincia pure a far
freschino. Ci sono in giro dei temporali, si alza il vento e c'è pure onda. Le
bimbe vanno a letto e Paddy va su Vikolocorto con loro, mentre io conto di
trattenermi con gli altri per un giro di coca e rum. Per fortuna che la coca era
calda e il miscuglio faceva pure un po' schifo, altrimenti mi sarebbe
dispiaciuto parecchio abbandonare quasi subito la compagnia. Paddy chiama,
guardo la nostra barca, sembra un cavallo indomato, s'impenna, scalcia, salta;
mi dice che le bimbe sono agitate, meglio se vado anche io. Certo che vengo, ma
chi ci passa su quel cavolo di finger (si scriverà così?) che si muove come un
boa ubriaco col ballo di san vito largo 20 cm????? Fortuna che il viko è corto
(lo dice pure il nome), le sartie sono vicine, le agguanto e salto su. In cabina
è veramente da paura. Il mio stomaco leva subito una protesta, che rientra
appena lo minaccio di digiuno per 2 giorni; riesco per fortuna a tranquillizzare
le bimbe (specie la piccola) che dopo poco si addormenta... nella mia cuccetta,
ovvio e adesso dove mi metto? Il nostro comandante è ancora fuori in pozzetto a
controllare la situazione quando, verso la mezzanotte comincia ad acquietarsi la
buriana. Riesco a metter la Eli al suo posto e ora che tutto è tranquillo anche
il Paddy scende sottocoperta. Crolliamo come castelli di carte a Capo Testa con
50 nodi di maestrale.
Viene naturale pensar che segua un tranquillo lasso di tempo dedicato al riposo,
insomma che la giornata sia finita. NNNNOOOOOOOOOOO!!!
Ore 01.30 (zerounopuntotrenta) suona il cellulare di Paddy. Ma chi ca.... macchè
cacch.... ma...... loro, si, gli omonimi intrepidi marinai Nic e Nicola si
premurano di farci sapere che stanno bene e son giunti a destinazione. Confesso,
non è che a quell'ora fosse una delle mie priorità. Vabbè, finalmente di
dorme.Zzzzzz
Lunedì 30. Sveglia ore 9.
Cielo cupo, calma piatta. Per fortuna la giornata inizia sotto l'ottimo auspicio
delle brioches fresche che il mozzo è andato ad acquistarci di buon ora
(litigandosele per altro con il sig. Giuseppe del giorno prima). Scrocco un
zicco di caffè a Voom e entro a pieno titolo nel mondo degli esseri viventi.
Accidenti, giornata fiacca, il cielo fosco smorza un po' l'entusiasmo, le
previsioni danno pioggia nel tardo pomeriggio, quindi decidiamo di non rischiare
e mesti mesti rimettiamo la prua verso i porti di origine. Per un po' procediamo
in fila indiana a motore (qui non ci batte nessuno), ma appena fuori dalle isole
tataaaaa si alza un po' d'aria e allora viaaa che si tiran su le vele. Voom in
un nano secondo scompare alla vista, mentre per un po' teniamo testa a Paola,
solo e unicamente perché le ci vuole un po' a scendere, recuperare, inferire ed
issare la vela di prua. Fatto ciò, neanche a dirlo scompare all'istante.
Anche oggi, per il terzo postulato della legge di Murphy, il vento tiene quel
tanto per farci saltare il pranzo e dopo, ma solo dopo, che abbiamo acquietato i
morsi della fame con i soliti panini e la simmental, ci molla, costringendoci a
riaccendere il motore. Naturalmente questo vale solo per noi, per la Voombarca e
per la Melbarca di vento ce n'è ancora parecchio. Pazienza!
Smotoran-smotorando ci avviciniamo ad Angera ed ecco che appare una vela noi
nota. "E' lui o non è lui?" ceeeeeeeerrrrrto che è lui!!! Eccolo lì il povero
Mave, tutto soletto, stremato per la fatica e la mancanza di cibo.
Incredibile!!!!!! Potrà mai un cuoco ridursi così' Senza manco una galletta coi
vermi????? Per fortuna che il panciutissimo Viko ha sempre un angolino per il
cibo di troppo, così corriamo in soccorso del pover' uomo e gli lanciamo un
pacco di brioches. Gasp! Salvato dalla Barilla. Però lo dicono sempre nella
pubblicità che se c'hai il mulino bianco sei fichissimo, stai benissimo, c'hai
gli omini che di notte ti fanno il pane e i biscotti e vivi in un posto con le
spighe invece che le strade. Storioso no? Devo mangiarne di più, sa' mai che
funzioni. E se ingrasso e basta?????
Vabbè, lasciamo perdere. Dicevo, rifocillatosi anche il nostro caro Mave,
scompare all'orizzonte (anche per lui c'è vento).
E noi ancora a motore. C'è anche da dire che oggi sul lago c'è un gran traffico
e con tutti sti natanti che ti natano a destra e a sinistra, ci sono un sacco di
onde e noi sul nostro vikolino a vela staremmo più o meno come sulle rapide di
Gardaland. Siamo più o meno davanti ad Angera quando ritroviamo il nostro Voom,
azzoppato di una vela per non so quale rottura di non so che importanza, ergo,
la spiegazione del fatto non supera la nebbiolina irridescente della mia
ignoranza.
Salutiamo e andiamo.
Ormai ci siamo, ecco il cantiere, bimbe sottocoperta, ci apprestiamo alla
manovra d'ormeggio, ma......ma..... "Chi c........avolo ha messo lì quel
motoscafo che non ci si passa? E anche se ci si passa poi quello è intronato a
far manovra e mi tranva la barca!!!!!!" Ok, niente paura, niente che un
cellulare non possa risolvere. Chiamiamo il cantiere e prontamente (strano, ma
per fortuna) arrivano a spostare l'affare per consentirci l'ormeggio e taaaaaac
con un balzo fra il plastico e il felino (stile gatto di gomma) mi porto sul
pontile e faccio la mia parte, passo le cime, la Vale alle bitte a prua, il
Paddy a poppa.
Arrivati! Bello, ma siamo un po' cottarelli. Il comandante naturalmente non
abbandona la sua nave, mentre noi ci precipitiamo da Freddy per la merenda e
appena tornati andiamo a farci una doccia fantastica.
Ormai è sera e ce ne andiamo a mangiare un boccone ancora alla locanda, una cosa
veloce che siamo tutti sconvolti. Comincia a far freschino e si sentono
nell'aria i primi segnali dell'arrivo della pioggia.
Rientriamo presto, tappa in bagno e poi si fila a letto; le belve hanno ancora
la forza per un cartone, fuori incomincia a gocciolare come previsto, poi si
spegne tutto e finalmente si dorme.
Martedì 1 maggio è una
vera schifezza. Il tempo è veramente deprimente quindi, scaricati i bagagli,
sistemiamo la barca, la laviamo ed essendosi fatto mezzogiorno torniamo
immancabilmente in locanda. L'aria è fiacca, la vacanza è finita, la stanchezza
è tanta. Però ci siamo divertiti un sacco, la compagnia è stata ottima e per la
verità le figliole inaspettatamente brave.E' ora di tornare a casa.
Carichiamo le nostre stanche membra sull'auto e si
parte..........zzzzzz.........ehi! ma siamo già ad Arese????
Ciao alla prossima.
Zavorra
|