ATTREZZATURA PER LA TRAINA
VELOCE
Con questo articoletto vorrei inquadrare grossolanamente
l’attrezzatura base per poter tentare con un minimo di susccesso la traina
veloce di superficie, quella che solitamente vede come prede i tonni di branco,
le lampughe e nei casi più fortunati, le bellissime aguglie imperiali.
In linea di massima vedremo di tener conto della pesca a
bordo di una barca a vela, coi problemi di ingombro, navigazione e velocità che
le sono peculiari.
Chi ha già un minimo di esperienza in merito troverà
probabilmente queste righe banali, scontate, risibili, prolisse... ma spero che,
al contrario, certi concetti possano esser chiari anche per il velista che mai
ha preso una canna in mano. Magari anche per chi, armato del miglior entusiasmo,
voglia provare a pescare qualcosa durante le traversate e le crociere a vela...
;-)
Canne
A scanso di equivoci le canne da traina di media potenza
son quelle per intenderci che lavorano coi guidafilo e col mulinello rivolti
verso l'alto...
Per una traina d'altura generica, solitamente si usano
attrezzi dalle 12 alle 30 libbre. Il che vorrebbe dire che una canna da 12 lbs
raggiunge il suo massimo inarcamento con un carico statico di circa 6 kg o 12
lbs.
Considerando però di
esser in trasferimento su una vela, barca ben poco agile nell'iseguire e
combattere un pesce, magari con un pescatore non proprio espertissimo, sarebbe
più sensato stare su attrezzi di 30-50 lbs. Lascerei le 20 lbs a chi ha già
molta esperienza e voglia divertirsi, rischiando anche un pò di perdere il
pesce, con attrezzi leggeri. Ma meglio non esagerare nemmeno in alto, perchè
oltre (80 lbs) l'attrezzatura sarebbe troppo pesante, impossibile da maneggiare
in sicurezza. Senza contare che un eventuale tonno extra in quel caso (vela e
scarsa esperienza) spaccherebbe tutto anche con attrezzi da 130 lbs. Quindi vada
per le canoniche 30 lbs, solitamente il miglior compromesso in
mediterraneo!

Se analizziamo una canna
da traina partendo dal basso, troviamo la crociera,
che è quell’intaglio a croce x non farla ruotare quando è nel portacanne, il manico, il porta mulinello con le ghiere a vite, l’impugnatura,
il fusto vero e proprio e le carrucole o anellipassa filo,
l'ultimo dei quali detto apicale.
Per scegliere un buon attrezzo adatto a pesci di diversi
kg, dobbiamo entrare nell’ottica che potrebbe attaccarsi alla nostra lenza anche
un tonno molto ma molto grosso, dalla forza impensabile e con velocità
incredibili.
Attrezzi deboli o eccessivamente economici, ci farebbero
perdere il pesce, ma quel che è peggio, con certe forze in gioco, potrebbero
esser davvero pericolosi! Già un tonno di 15 kg ha una forza di spunto in grado
di tirarci in acqua se si bloccasse la frizione del mulinello o se qualcos’altro
non funzionasse. Immaginate che ferita al volto potrebbe farci una canna che
sotto trazione si rompesse all’improvviso.
Meglio quindi cercare canne dotate di portamulinello in
lega d’alluminio, con porta mulinello in blocchetto pieno e non lamierino
stampato. Impugnatura spessa, robusta, con buon grip, ottima se in compatto o
cuoio.
I passafilo devono assolutamente essere di prima qualità:
di riferimento i Fuji per gli anelli, Aftco e Stewart per le carrucole. Se si
scelgono gli anelli (ottimi quelli al carburo di silicio), sarebbe meglio avere
almeno il primo di base e l’apicale a carrucola x dissipare meglio l’attrito del
filo.
Secondo gli stessi principi, anche le legature devono esser
ben eseguite e protette da vernice trasparente possibilmente epossidica. Un test
per scartare subito attrezzi troppo economici? Con cautela impugnate la canna,
tenete una mano sull'impugnatura, puntate la crociera sul piede e con l'altra
mano all'apice del cimino flettete man mano CON ATTENZIONE il fusto.
Delicatamente e gradualmente (certi modelli mal fatti, senza la pressione
distribuita sui guidafilo possono rompersi! Il negoziante non sarebbe
contento...). Arcuandola poco per volta, se sentite le verniciature sulle
legature scricchiolare lasciate perdere! La vernice, non elastica, si romperebbe
presto, rovinando tutta la canna!
Vediamo ora le tipologie di canne. Principalmente possiamo
dividerle in 2 gruppi: classiche e stand up.
· Classiche: hanno il manico sotto il mulinello lungo,
impugnatura corta, fusto lungo. In totale normalmente superano i 2 mt e si
smontano all’altezza del portamulinello. Son state sviluppate x sedia da
combattimento, ma si prestano anche ad esser usate in piedi, appoggiate alla
classica pancera.
· Stand-up: di concezione + moderna, nate per l’uso specifico
in piedi. Hanno manico corto, impugnatura lunga, fusto corto. In totale sono
solitamente sotto i 2 mt e possono essere in un pezzo singolo o smontabili.
Esistono modelli da viaggio, in 3 o + pezzi: attenzione, se non di ottima marca
risultano deboli!
Per un uso in barca a vela, considerato il
regolare impiccio dato da paterazzi, volanti (se presenti), aste portabandiera e
quant’altro, direi che la stand up
abbastanza corta è la canna d’elezione! Ma
non troppo corta: ci son modelli esageratamente rimpiccioliti, poco + di un
metro e mezzo, che non ci permetterebbero di tener il pesce lontano dalla poppa
e dal profondo timone…
Ultimo dettaglio, la curva di azione: le canne possono
piegarsi descrivendo curve ed azioni diverse:
-
Azione
parabolica: il fusto si fletteallo
stesso modo, dall'impugnatura al cimino, descrivendo un arco quasi perfetto, + o
meno accentuato a seconda del carico, ma sempre un arco regolare. Sono canne
adatte a pesci giganteschi ed hanno un ritorno solitamente lento, morbido. Di
solito le canne classiche, da sedia, hanno questo tipo di azione.
-
Azione
progressiva: con piccoli carichi si
flette solo il cimino, mantenendo il fusto dritto, rigido. Con carichi massimi
aumentano la flessione, interessando quasi tutto il fusto ma descrivendo in ogni
caso una parabola sbilanciata in punta, non un arco. E' l'azione tipica della
maggior parte delle stand up, permette un ottimo controllo e sensibilità sul
pesce. La canna ha un range di utilizzo maggiore, dai pesci piccoli ai + grossi,
adattandosi allo sforzo. E' il motivo x cui personalmente preferisco queste
canne: con una stand up progressiva si possono affrontare diverse tecniche e
pesci, senza aver troppe canne diverse in barca.

E per la scelta finale?!? Direi che non è il caso di far
nomi di marche e modelli. Anche perchè marche pur ottime, hanno spesso a listino
modelli di fascia economica, a dir poco scadenti. Ce ne sono davvero tante di
buone canne, ognuna con caratteristiche proprie, di leggerezza, robustezza,
rapidità d'azione, curva di flessione... Scuotetela: dovrebbe dare impressione
di fibra nervosa, che flette, lavora, ma dal rapido ritorno, dal buon nerbo. Se
è troppo elastica e tendesse a "sbananare", scartatela. Idem se vi desse
l'impressione, all'opposto, del "manico di scopa", rigido all'eccesso, che non
lavora x assorbire le fughe del pesce. Chiedete al negoziante, ma non fidatevi
ciecamente... Cercate di percepire la qualità di un attrezzo, compatibilmente
col budget deciso, la bilanciatura (non deve "pesare in avanti"...), la
leggerezza per esser maneggevole ma robustezza per durare. Se adeguato, un buon
attrezzo vi accompagnerà tutta una vita. Se scadente, cederà dopo poche
stagioni...
Mulinelli
Prima di tutto, sarò ancora scontato ma non si sa mai...
(ho visto cose tremende in merito...) Su canne da traina vere e proprie,
d'obbligo montare mulinelli a bobina rotante!!!
Tra questi, possiamo distinguere anche in questo caso 2
categorie:
-
mulinelli con
freno a stella: i primi ad esser stati
inventati, meccanicamente semplici, solitamente economici, se di qualità sono
estremamente robusti. Smontabili x manutenzione e rimontabili da chiunque. Il
limite dello slittamento della bobina per giostrare il pesce viene regolato
ruotando una stella sull'asse della manovella. All'interno la frizione è fatta
con numerosi dischi ma di piccolo diametro, motivo x cui sui modelli economici
si rischiano seriamente surriscaldamenti (un tonno oltre i 10 kg può fuggire
tranquillamente oltre i 30 nodi!) e bloccaggi. Altro difetto, la stella di
comando della frizione non ha alcun riferimento: va regolata prima di pescare,
poi si agisce a "naso", col rischio di superare il limite di resistenza del
filo...
-
mulinelli con
freno a leva: + moderni, costosi,
complicati (impossibile rimontare certi modelli, se non si ha un chiaro esploso
della meccanica), delicati, ma molto + performanti. La forza della
frizione si regola con una leva, imperniata sull'asse della bobina (che è quello
da frenare!). La frizione è composta da 1 o pochi dischi ma molto ampi. Gran
raffreddamento e precisione di azione. In +, l'escursione della leva può esser
limitata nel fondo corsa a seconda della lenza usata. Usando dei pesi noti, si
possono fare delle prove ed esser poi sicuri di non superare il limite di carico
del nylon (solitamente 30% del max). Ovviamente, a maggior ragione, diffidare di
modelli a leva economici e sconosciuti...
Il discorso mulinelli potrebbe esser semplificato: oggi
come oggi, di mulinelli affidabili e duraturi in mare ce ne sono comunque pochi!
La meccanica economica poco va daccordo col salmastro, le frizioni al risparmio
ancora meno! Ed un mulinello che si rompe all'improvviso, ripeto, può far danni.
Già successo al sottoscritto, senza conseguenze, ad un amico, con un bello
spavento... Ripeto e sottolineo il consiglio: non avventurarsi su marche e
modelli sconosciuti!
Al riguardo credo mai nessuno potrà tacciarmi di faziosità
se dico che c'è uno ed un solo mulinello che al tempo stesso è economico e
robusto oltre i limiti dell'indistruttibile. Ed ha nome e cognome: Penn Senator!
Esiste dadecenni, immutato e nel suo modo di essere, insuperabile. Ha il difetto
di pesare abbastanza ed avere il freno a stella ma lo si può davvero dimenticare
x anni in un gavone, per ritrovarlo sempre efficiente! Posso tranquillamente
dire che lo considero l'unica possibilità di avere un mulinello a buon prezzo ma
totalmente affidabile, anche se non raffinato. Attenzione che altri
mulinelli Penn, a prima vista simili, non sono così affidabili: esperienze
pessime ad esempio con la serie Long Beach... Se deve essere stella, che sia
Senator!
Tra i modelli con freno a leva, direi che è meglio lasciar
perdere gli stratosferici (per prezzo, ma anche prestazioni) Penn International,
americani, famosi per esser placcati in oro... Così come i Fin Noor, anche
loro americani dal folle costo.
Stando in Italia ci sono gli ottimi Everol, genovesi
sconosciuti in patria, famosissimi all'estero, in lega d'alluminio, così come
gli Alutecnos serie Albacore(costicchiano... opere d'arte adatte ad
appassionati) e i Gladiator (ultimamente moooolto simili agli Alutecnos...).
Sempre in lega d'alluminio, i giapponesi Shimano Tiagra, un gioiello di
lavorazioni meccaniche di precisione. Sono tutti ottimi mulinelli con forse il
difetto del peso e del prezzo... immagino anche in questo caso il pozzetto un pò
impicciato di una vela, con un pescatore magari non praticissimo nel maneggiare
mulinelli di un chilo e passa...
A questo punto, direi che un'alternativa a leva, tra
l'altro con prezzo abbordabilissimo (in proporzione agli altri...), possa esser
la serie TLD della Shimano, in grafite. Modelli molto performanti, con frizione
precisissima e pesi light da record.
Sottolineo per chiudere che avrò di certo dimenticato altri
mulinelli efficienti, qualcuno mi taccerà di aver insistito troppo su certi
nomi, ma di certo non vendo mulinelli e quelli citati garantiscono indubbia
sicurezza... :-)

Da sinistra: Penn Senator "il mulo", Penn International
e Fin Nor, siamo negli USA...

Sempre da sinistra: Everol, Alutecnos, Gladiator, ottimi
Italiani!

Shimano TDL e Tiagra, made in Japan
Due note:
1) tutti i mulinelli a leva visti, sono disponibili anche
nei modelli a 2 velocità, ovviamente con sovrapprezzo. Un pò come per i winch,
si può scegliere un rapporto veloce x recuperare ad esempio la lenza libera o
una ridotta, lenta ma potente, nel caso di pesci davvero grossi. Non so se ne
valga la pena per iniziare...
2) i mulinelli da traina oltre ad esser inseriti nei
blocchietti porta-mulinello della canna, hanno una piastrina supplementare che
funge da morsetto, con relativi prigionieri, per esser fissati nella maniera più
affidabile possibile.
Lenza in bobina
Al riguardo ci sono diverse possibilità, vediamo di
analizzarne pregi e difetti nell'uso della traina veloce:
-
Nylon: è usato nella stragrande maggioranza dei casi. E'
un monofilamento economico, poco visibile, ha una buona durata nel tempo, facile
da maneggiare ed utilizzare. E' molto elastico, il che è pregio ma anche
difetto. Pregio perchè aiuta a giostrare il pesce ammortizzandone i colpi e gli
strattoni. Difetto perchè con molta lenza in acqua l'elasticità renderà
difficile ferrare, allamare bene la preda e ci darà scarsa sensibile. In pratica
non percepiremo cosa sta facendo il pesce sotto di noi. Rimane comunque il
materiale elettivo nella pesca, consigliabile per tutti e soprattutto a chi
inizia.
-
Dacron: in disuso, è una treccia ben visibile,
costosetta e praticamente inestensibile. La struttura e il materiale di una
drizza, in miniatura... Anche in questo caso pregio e difetto, x motivi opposti
al nylon. Ferrata ed allamata fulminee e sicure, percepiremo ogni movimento ed
azione del pesce, trasmessi rigidamente alla canna, ma rigidità vuol dire anche
esser fragili ed il dacron non fa eccezione: se si sbaglia anche di poco a
regolar la frizione o si da uno strattone sbagliato, lui cede di schianto.
Adatto a chi ha notevole esperienza. A pari diametro del nylon, è molto +
resistente, quindi se ne può metter molto di più nel mulinello.
-
Trecciati in
dyneema, braided lines: materiali
moderni, oggi molto in voga. Molto costosi, molto inestensibili, molto morbidi e
flessuosi. Come il dacron, ma di resistenza ancora decisamente superiore. A pari
resistenza del nylon, troviamo del "capelli" sottilissimi! Questa sottiliezza,
assieme all'estrema morbidezza, può creare intrecci e nodi pericolosissimi.
Vanno maneggiati ed usati con cura. Sono anche molto sensibili a sfregamenti ed
attriti, si rovinano facilmente. Il che, assieme al fatto di esser virtualmente
inestensibili, li rende ancor + delicati ed adatti a chi ha molta esperienza.
Anche ottimi pescatori si son trovati con lenze in teoria resistentissime, rotte
di schianto da tonnetti di pochi kg! Eccezionali nel bolentino e traina di
profondità, perchè sottili e con scarso attrito in acqua, ma li sconsiglierei a
chi non ha un'ottima esperienza, manualità e possibilità di cambiarli molto
spesso, col costo che ne deriva.
-
Dacron piombato: se si vuole cercare i tonni qualche metro sotto
la superficie a volte si usa questo dacron che all'interno della "calza" (come
fosse una drizza) ha un'anima sottile in piombo. E' rigido e difficile da
maneggiare ma è pratico ed evita i piombi appesi alla lenza, con tutte le
problematiche del caso. In ogni caso, davvero poco usato.
-
Monel: lega d'acciaio autoaffondante, ancor + rigido,
costoso ed affondante del dacron piombato. Molto usato nella triana di fondo ed
in certi casi nella ricerca dei tonni sotto i 20 mt di profondità, specie fuori
stagione. Attenzione perchè richiede canne e mulinelli specifici con rullini e
bobina rigorosamente in acciaio!!! (es. Penn Senator e canne specifiche
della Italicanna) In caso contrario le normali bobine in lega d'alluminio si
incidono e poi corrodono per accoppiamento galvanico, idem i rullini in
alluminio. Se poi sono in pietra dura si spaccano in breve tempo. Lo
consiglierei, con attenzione, solo se si hanno specifiche necessità di
affondamento, in questi casi è ottimo.
Girella con moschettone
Viene annodata alla fine del nylon della bobina,
sull'occhiello della girella, con diversi nodi (vedremo in un altra occasione i
diversi nodi + usati in pesca).
Serve ad evitare, in linea di massima, la formazione di
torsioni sulla lenza madre (quella in bobina) ma soprattutto rende facile la
sostituzione del terminale (dotato di asola), attraverso un semplice
moschettone. A proposito, ne riparleremo, ma un consiglio anticipato: per fare
l'asola sul terminale NON usate MAI un nodo semplice! Dimezza la resistenza del
terminale stesso...
In linea di massima la girella con moschettone va scelta
sovradimensionata rispetto al resto dell'attrezzatura: con lenza da 30 lbs, è
uso montare girelle da 50-60 lbs. Ma attenzione a non eccedere! Modelli troppo
grossi (80lbs e oltre) sarebbero inutilmente pesanti, visibili e soprattutto non
ruoterebbere, attaccate a nylon sottili, quindi sarebbero per buona parte
inutili!
Mi permetto 2 consigli molto ma molto appassionati!!!
1) per la traina ai tonni usate solo ed esclusivamente
girelle ORIGINALI di marca Sampo, made in USA!!! Sono montate su micro
cuscinetti a sfere, ruotano agilmente, ma soprattutto hanno una resistenza
assolutamente garantita e testata da decenni in tutti i mari del mondo! Costano,
dieci volte le imitazioni, ma di girelle non ne servono decine in barca...
meglio poche ma al top! Dico solo che ho perso il pesce della mia vita, dopo un
ora circa di lotta, per apertura improvvisa di un moschettone... Hanno retto
lenza, terminale, tutti i nodi, ha ceduto il moschettone! Era un modello anche
ben fatto, giaponese. Mi ero lasciato illudere dalla provenienza, dal
moschettone che sembrava avere la stessa chiusura di sicurezza delle Sampo. Ma
dico la verità, le avevo prese soprattutto per il prezzo: al costo di 2 girelle
Sampo, mi ero preso una bustina da 20 giapponesi!!! E così ho perso un pesce da
infarto, dopo averlo portato 3 volte sotto barca... so che qualcuno dirà che son
sciocchezze e comprerà le imitazioni. Fatelo pure, sperando vi abbocchino solo
pesciolini! ;-)
2) Controllate che la girella, recuperando, non possa
entrare nell'apicale. Se così fosse, usate terminali corti, max 2 metri e mezzo,
in modo da aver la girella SEMPRE fuori, quando avrete reuperato il pesce sotto
barca x guadinarlo!!! In caso contrario, se il pesce dovesse tentare un'ultima
fuga con tutte le sue forze (e il + delle volte lo farà) la girella si
incastrerà nell'apicale (che sia ad anello o rullino) e potete immaginare la
conseguenza! A me si è aperto un moschettone da 60 lbs, di una girella made in
Japan... :-( Due errori in una volta sola, me la son cercata, ma lo ricorderò
per sempre.
Girella con
moschettone Sampo
Terminale
Come materiale per la
traina d'altura solitamente si utilizza solo ed esclusivamente il monofilo di nylon. Esisterebbe
anche il + moderno Flourocarbon, materiale che ha l'enorme pregio di esser
virtualmente invisibile in acqua, avendone lo stesso indice di rifrazione, ma in
questo caso è inutilmente costoso, rigido e proprio per questo difficilmente
annodabile. Traniando oltre i 5 nodi, la trasparenza del nylon, anche se non
totalmente invisivile, è + che sufficiente.
Alle estremità, asola per il moschettone ed amo si possono
annodare o fissare creando delle asole e chiudendole con specifici manicotti,
rigorosamente in alluminio! Vedremo le diverse tecniche parlando dei nodi.
La lunghezza totale del terminale, come visto, è bene che
si limiti rigorosamente ai 2-2.5 m!
Esche
Si potrebbe dire che questa è la parte + "divertente"
dell'attrezzatura! Quella + fantasiosa e controversa... al riguardo sentirete
pescatori giurare sull'infallibilità dei pesci finti Rapala, sull'assoluta
superiorità delle piume, gente che userebbe solo i kona o i jet... tutti e
nessuno hanno ragione.
Il motivo è che non esiste, purtroppo, l'esca migliore e
diffidate accuratamente di chi sostiene il contrario, magari col pozzetto
vuoto... ;-)
Ogni specie di pesce, in ogni posto ed in ogni periodo,
richiede un'esca diversa. Ed anche quando, nell'arco di qualche giorno i pesci
gradiscono la stessa tipologia, nelle diverse ore della stessa giornata
potrebbero preferire colori diversi.
Quindi divertiamoci pure ad acquistare una bella varietà di
esche x poi provarle tutte, a turno.
Ma vediamo in linea di massima le diverse tipologie,
riprendendo un post sul forum:
-
Pesci finti: sono imitazioni + o -riuscite di pesci naturali, di
solito dotate di una paletta in metallo o plastica che ne permette in traina un
nuoto vibrante e molto attraente per i predatori. Nel mondo della pesca si è
avuta la completa identificazione di un ben preciso marchio commerciale con una
tipologia di prodotto, tanto che oggi, ogni pesce finto (minnow x gli anglofoni)
viene chiamato genericamente Rapala.
Questo è un marchio finlandese, che originariamente produceva pesci finti in
balsa, costruiti e testati rigorosamente a mano, uno ad uno. Storica la serie Mag - Magnum, modelli
irrobustiti, specifici per il mare. Ora ci sono anche modelli di Rapala in
plastica, ma la serie Mag in balsa rimane un riferimento. I modelli galleggianti
hanno la paletta in plastica, nuotano in maniera + naturale ma reggono meno la
velocità, quelli affondanti con paletta in metallo, hanno un nuoto meno naturale
ma sono migliori oltre i 6.5 nodi. Per iniziare, 2 colori: il testarossaRH e lo sgombro azzurro/argento SM. Oltre ai rapala, magari
evitando le ultimissime e costose novità d'oltreoceano, sono ottimi anche se
oggi difficili da trovare, gli L-Jack
Magnum della Yo Zuri, sempre serie magnum:
affondano di più (circa 2 mt) e reggono meglio la velocità rispetto ai rapala.
Comunque sono esche difficili
da usare a vela: appena la barca passerà i 6.5-7 nodi rischierete di vederli
saltare fuori dall'acqua. In ogni caso, se anche stessero sotto, nuoterebbero
male, risultando poco catturanti. In parte si può ovviare abbassando l'angolo di
incidenza della lenza sull'acqua, come spiegato + sotto alla voce Pinza sgancia
lenza.

La mitica serie dei Rapala Magnum, a sinistra la serie
floating, gallegiante, a destra la sinking, affondante
-
Octopus: polpetto in un sol pezzo, tutto di gomma
vinilica. Così, nudi e crudi, non vengono quasi mai usati... di solito li si abbina alle piume, x dargli +
consistenza. E cos' diventano molto catturanti x tonni, biniti & Co. In
questo caso sono usatissimi da molti pescatori, nella traina veloce. Reggono
infatti qualsiasi velocità e catturano di tutto:

-
Jig: testa rigida in metallo o resina,di
forma conica, a cui son legate piume varie. Li si usa un pò x tutto, a galla
oppure appena piombati:

-
Kona
head o testa awaiana: testa
rigida in resina o metallo, tagliata oblicua, x poter navigare con azione
oscillante, con frange viniliche in coda. Che io sappia, li usano in pochi in
mediterraneo, rendono bene se di grosse dimensioni:

-
Jet: testina cilindrica rigida, in metallo o
resina, simile al kona, ma tagliata dritta, conica o concava, mai obliqua. Nella
testa ha dei fori longitudinali che permettono di fare molte bolle e turbolenza
in traina. Ovviamente vanno usati solo a galla, x aver la massima efficacia,
creando schiuma e scia con l'aria. Sotto la superficie, possono anche andare, ma
perdono la loro particolarità, diventano dei semplici jig. Ottimi a galla con vento fresco,
quando ci sono crestine ovunque! 

-
Ci sono poi i
combo, o combinati, fatti in casa con un octopus vinilico, montato con un
piombo messo all'interno della testa e un ciuffo di piume all'interno della
coda. Sull'amo si può inserire una striscia di calamaro o un filettino di pesce
(aguglia etc.). Personalmente, la mia esca preferita x tonni, in altura.
Chiudiamo il discorso esche con la nota colore: anche in questo
caso si può dire tutto ed il contrario di tutto. C'è chi propugna esche in
contrasto con le condizioni ambientali (chiare in acque opache, scure in pieno
sole), x renderle maggiormente visibili. C'è chi sostiene l'opposto: per non
insospettire i pesci le esche devono adattarsi ed uniformarsi alle condizioni in
atto: scure all'alba e tramonto, chiare e brillanti nelle ore centrali ed in
piena luce.
Io solitamente propenderei per
la seconda ipotesi: esche con tinte tenui, rosa-rossastre all'alba e tramonto,
vivaci e brillanti in pieno sole, a toni spenti con cielo coperto. Ma ammetto
che in verità le mie deboli statistiche non sono definitive, mi danno solo una
linea di tendenza...
Di certo ho visto che una
regola è provata e riprovata: la maggior parte delle volte i pesci abboccano ad
esche che come dimensioni e tinte simulano i pesci foraggio presenti in quel
luogo ed in quell'esatto momento! Se stanno cacciando sgombri e sardine, meglio
piume e rapala con tinte bianco, argento azzurre di buone dimensioni. Se predano
acciughe, esche simili ma + piccole e sottili. Se cacciano i gamberi del krill,
meglio piume rosa-aranciate e rapala in tinta CG, argento-rosa aranciato.
Poi capita l'abboccata sul testarossa che non imita
un belin di niente, come la fantastica piuma nero corvina, e si capisce che
l'unica è provare e riprovare!!! Alla faccia delle regole, delle verità e delle
certezze... Ma
riparleremo delle esche e di come usarle a proposito dell'azione di pesca vera e
propria...
Attrezzatura complementare
Per poter arrivare con un
minimo di successo, soddisfazione e minor fatica, al nostro agognato "tonno a
bordo" (o in plancetta, x non sporcar tutto di sangue... ), ci servirebbero anche:
Portacanne: Poco da dire, robusti! Orientabili come si vuole, x
abbassare le canne in caso di vento fresco (in modo che le lenze prendano meno
imbando) e allontanarle tra loro, ma robusti! L'attrezzatura da 30 lbs
richiederebbe di tarare la frizione a circa 4 kg di frenatura: un tonno che con
quel carico partisse in fuga a 30 nodi farebbe un bello sforzo...
A proposito, quando una canna è in pesca io ho
l'abitudine di fissarla con una robusta
cimetta di sicurezza, dotata di moschettone x aggancio/sgancio rapido dalle
asole sul mulinello. Ad un amico cadde una canna in mare: addio pesce e
centinaia di euri appresso...
Pancera:
utilissima, quasi indispensabile, x appoggiare la crociera finale della canna in
sicurezza, senza rischiare di farci male in delicate zone inguinali ed agire con
la corretta leva sulla canna. Ci sono modelli x tutti i gusti, da quelle
costosissime in alluminio, a quelle in plastica, che costano un decimo e vanno
benissimo comunque! Per le canne da stand up si usano pancere basse che
appoggiano in parte sulle cosce, modello che io consiglio anche per le canne
tradizionali. Il modello classico infatti appoggia sull'addome e porta canna e
mulinello molto in alto:

Da sinistra: modello di pancera per canne stand up e
modello classico
Bretella o harness:
complemento della pancera, serve per agganciarci coi moschettoni quelle asole
che si trovano sopra il mulinello. In questo modo, tutto il peso
dell'attrezzatura e del pesce in fuga, viene distribuito sulla schiena e non
solo sulle braccia. Sembrerà inutile, ma provatela con un bel tonno di qualche
decina di kg e la troverete indispensabile! Tra l'altro non serve spendere per
modelli già pronti e costosi: io ho risolto cucendo da me 2 belle strisce di
robusta fettuccia, da incrociare dietro la schiena, con anelli e moschettoni
inox (un pò come una cintura di sicurezza velica...) che vanno a chiudere sul
mulinello; qualcosa di simile a questa:

Raffio e guadino:
servono entrambi, il primo per agganciare e recuperare pesci grossi e veloci,
che non entrerebbero nel guadino o lo romperebbero. Il secondo x le prede +
piccole o destinate ad esser liberate con estrema attenzione e delicatezza
perchè magari sottomisura. In ogni caso, robustezza a tutta prova e manico
lungo. Va bene anche telescopico, ma a maggior ragione che sia ben fatto. Per il
raffio w il fai da te, un bel gancio inox, testa inox e manico in legno.
Pinze, manicotti, cesoie:
indispensabili se si vogliono sostituire i nodi coi + sicuri ed affidabili
manicotti, ne riparleremo.
Coltello, forbici robuste: siccome serviranno non solo x far le montature, m
anche x pulire il pesce, se ne può tenere una serie distinta da quelle da
cucina, x la buona pace in famiglia...
Pinze sgancia-lenza Stonfo:
sono un piccolo trucco, che permette di trainare i rapala, di solito sensibili a
velocità eccessive, anche oltre i 7 nodi. A queste velocità di solito i pesci
finti perdono il loro bilanciamento idrodinamico, ruotano all'impazzata e
saltano fuori dall'acqua creando potenziali ingarbugli. E' però sufficiente
legare queste pinzette, dotate di forza di sgancio regolabile, ad uno
stroppetto, fissandole alla poppa. A questo punto si cala la lenza e poi la si
fissa alla pinza in modo che non vada direttamente dal cimono al mare ma rimanga
tenuta ben bassa dalla pinza. Così l'angolo minore fa lavorare bene l'esca, ed
in caso di abboccata la lenza si sgancia, tornando libera. Tra l'altro, la forza
di sgancio è regolabile a piacere, a seconda dell'attrezzatura usata. Vero che
le pinze sono economiche, ma si possono sostituire a costo zero con un
elastichetto, annodato allo stroppo e fissato sulla lenza con una bocca di lupo.
Attenzione però, se troppo debole l'elastico si romperà in continuazione, se
troppo robusto, rischia di esserlo all'eccesso: in caso di forte strappo di un
bel tonno, potrebbe rompersi prima la lenza dell'elastico! Già successo a chi
aveva voluto evitare pochi euri di pinzetta. Inutile che vi dica chi fosse...
La provvidenziale pinzetta a
sgancio rapido Stonfo
. o
O o .
Direi che per quanto riguarda l'attrezzatura,
dovremmo esser a posto, non ci resta che sistemarla per bene a bordo, pronti a
partire. Che sia un'uscita mirata a pesca o solo una giornata di mare o magari
un ampio trasferimento, abbiamo il necessario x provare a procurarci un bel
piatto di Sushi e diverse bistecche di tono freschissimo!
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decisione, la quindi Inevitabile> Capt. Simon®
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