A nord verso la lunga notte
di Alvah Simon
editore Sonzogno

Un cutter di undici metri dallo scafo d'acciaio,
bloccato dal ghiaccio, giace all'interno di Tay Bay, un'insenatura dell'isola di
Bylot, nordest canadese, oltre il circolo polare artico. L'ultima luce di
ottobre avvolge lo scafo, prima di lasciare il passo alla lunga notte artica;
all'interno, un uomo che ha deciso di trascorrere da solo l'intera stagione
invernale a bordo, in completa autosufficienza, deciso a capire cosa significhi
vivere a quelle latitudini, sotto la continua minaccia dell'attacco degli orsi,
motivato a comprendere, fin dove gli è possibile e fino a quando glielo
consentiranno la natura dei luoghi e le proprie risorse, lo spirito che anima il
popolo Inuit.
L'avventura di Alvah Simon e di sua moglie Diana era cominciata un anno prima,
quando il sogno di affrontare insieme la permanenza nell'artico era diventato
una strada percorribile nella realtà. Da allora tutti i loro sforzi si erano
rivolti alla complessa organizzazione necessaria per la riuscita del progetto,
uno sforzo tanto più complesso perché "viziato" da una decisione controcorrente,
quella di non affidarsi ad alcuna sponsorizzazione. Saranno gli amici, la rete
di conoscenze maturate da Alvah Simon nel corso degli anni durante le sue lunghe
navigazioni in barca a vela intorno al mondo, ad aiutare la crescita del
progetto e ad evitare qualunque marchio sull'impresa.
L'intestazione dei capitoli del libro scandisce il ritmo della narrazione,
insieme ai ritmi della natura: Camden, Maine, giugno 1994, tredici ore di
luce…Baia di Melville, agosto 1994, venti ore di luce…Tay Bay, novembre 1994,
zero ore di luce. La baia, a nord della grande Isola di Baffin, accoglie Alvah e
Diana con il suo abbraccio gelato, e fissa nel tempo e nello spazio le ansie e
le speranze dello scarno equipaggio, del quale fa parte anche una gatta,
Halifax, raccolta in un porto, lungo la rotta di avvicinamento. Un evento
imprevisto fa però cambiare di segno all'impresa: Diana è costretta a
rinunciarvi subito, ma Alvah decide di rimanere. Il 12 ottobre, nel momento in
cui l'elicottero che trasporta la moglie scompare dietro l'orizzonte, l'uomo si
rende conto che una scelta definitiva è stata compiuta, una scelta che non
consente ripensamenti: quella che doveva essere già un'impresa difficile,
diventa proibitiva, al limite della pazzia.
Inizia così il racconto della lunga lotta contro le forze dell'Artico, ma anche
l'inizio di un conflitto continuo della mente: il pensiero non riconosce più le
coordinate del vivere precedente, disorientato, alla continua ricerca di un
equilibrio, sottoposto alle sollecitazioni delle incombenze quotidiane fatte di
piccoli gesti che non ammettono errori, perché nella notte artica un'azione
maldestra, dal sapore per noi insignificante, può voler dire morire., A nord, verso la lunga notte rimane una testimonianza importante
sulle immense capacità di adattamento dell'essere umano in condizioni estreme,
sulle strategie che la mente umana mette in atto per fronteggiare le difficoltà.
Le pagine di Alvah Simon, uomo del ventunesimo secolo, ci avvicinano allo
spirito dei grandi esploratori del passato, alle paure, alle speranze, ai
fallimenti di coloro che furono affascinati dalle immense distese artiche, ma ci
fanno conoscere anche i semplici accorgimenti escogitati dal popolo Inuit per
poter vivere in quelle distese gelide.
Quando sono in porto o all'ancora e la barca dondola
tranquilla, amo nutrire la mente con un bel libro .................